Codice deontologico - DareProtezioneRoma

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Codice deontologico
La particolarità e la delicatezza del ruolo del Volontario dell’Associazione “Dare Protezione Roma”, in riferimento agli scopi previsti dallo Statuto, rende opportuno definire l'ambito di intervento, le modalità di comportamento e di relazione che possano illustrare e chiarire il contesto in cui si opera e sostenere il Volontario nello svolgimento delle sue azioni.

A tale scopo l’Associazione intende regolamentare l’attività del Volontariato attraverso:
  • il Codice Deontologico che fornisce un indirizzo relativamente ai comportamenti e alle modalità di relazione in servizio.
  • il Regolamento che definisce compiti e responsabilità dei Volontari;
CODICE DEONTOLOGICO
  1. Il Volontario opera per il benessere e la dignità della persona e per il bene comune nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. Non cerca di imporre i propri valori morali e/o religiosi e svolge il suo servizio dove e come previsto dal Coordinatore dei Volontari, facendo ciò che serve e che è richiesto (in quanto utile alla persona malata) e non quello che lo gratifica, dando continuità agli impegni assunti.
  2. Rispetta le persone con cui entra in contatto senza distinzioni di età, sesso, razza, religione, nazionalità, ideologia o censo. Entra in relazione con la persona malata ed i suoi familiari in maniera adeguata al suo ruolo, evitando commistioni tra vita privata e servizio. Si astiene dal porre domande personali e dal parlare di sé, se non richiesto.
  3. Agisce senza fini di lucro anche indiretto, non accetta e non fa regali o favori.
  4. È rigorosamente vincolato all’osservanza del segreto professionale su tutto ciò che gli è confidato o di cui viene a conoscenza nell’espletamento della sua attività, rispondendone personalmente.
  5. E’ consapevole del proprio ruolo e del proprio ambito di attività, facendo in modo che il suo ruolo non venga confuso dal paziente con quello di amico, pur mantenendo con lui una relazione di carattere amichevole. Si presenta come Volontario dell’Associazione, dotato di cartellino identificativo. In servizio è buona norma spegnere il proprio telefono cellulare ed essere vestito in maniera semplice, non vistosa; senza trucco pesante e gioielli appariscenti.
  6. Il Volontario domiciliare concorda con la famiglia o con la persona malata i giorni e gli orari nei quali svolgere i suoi turni di servizio, in accordo con il programma previsto dal Coordinatore. Il Volontario è tenuto a non comunicare il proprio numero di telefono (salvo diversa disposizione avuta dal Coordinatore) a pazienti ricoverati in Hospice e ai loro familiari; mentre potrà comunicare il proprio numero telefonico ai pazienti domiciliari.
  7. Il Volontario non si deve far carico della pulizia personale del paziente ed è escluso da qualsiasi tipo di intervento infermieristico (iniezioni, somministrazione di farmaci, etc.). Tuttavia, soprattutto a domicilio, quando il Volontario dovesse rimanere solo con il paziente e vi fosse una necessità urgente, nei limiti della sua disponibilità, potrà svolgere quei semplici compiti che sono normalmente di pertinenza dei familiari.
  8. Privilegia l’ascolto al parlare, nell’ascoltare deve evitare il giudizio su ciò che non condivide. Deve individuare gli argomenti che possono diventare terreno fertile di incontro e di serena condivisione.
  9. Il Volontario non deve dare risposte a domande che riguardano la salute e la malattia della persona, per le quali è competente il personale sanitario.
  10. Il Volontario, a decesso avvenuto, può, se necessario, prevedere un incontro con la famiglia per concludere l’assistenza. Eventuali successive richieste della famiglia vanno concordate con il Coordinatore.
  11. Il Volontario si impegna a superare le eventuali difficoltà relazionali con i suoi colleghi, al fine di creare e mantenere la coesione e l’armonia nel suo gruppo di appartenenza, conscio che questa armonia si traduce in risorsa ai fini del servizio.
  12. Il Volontario si impegna ad instaurare una relazione con la persona malata ed i suoi familiari mantenendo un coinvolgimento emotivo equanime che faciliti uno scambio sereno ed equilibrato, nel rispetto dei tempi, ritmi ed orientamenti della persona e della sua famiglia. In presenza di un malato sedato, o in coma o profondamente addormentato, deve fare attenzione a ciò che dice  e suggerire ai parenti un analogo comportamento.
  13. Il volontario si impegna a trasmettere attraverso la sua presenza, concreta ma discreta,  continuità, solidarietà, compartecipazione e condivisione, senza lasciarsi sopraffare da sentimenti di impotenza o, al contrario, d’onnipotenza. Sperimenta la comunicazione e la partecipazione empatica anche nel silenzio che il malato può manifestare in fase terminale.
REGOLAMENTO
  1. Il Volontario è Socio dell’Associazione “Dare Protezione Roma”. L’Associazione persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca etica; è a tempo indeterminato, apolitica, aperta al contributo di individui di differenti fedi e laicità e non ha fini di lucro. L’Associazione richiede ai propri iscritti di condividere i principi e i valori contenuti nel Regolamento e nel Codice Deontologico e di operare in conformità ad essi.
  2. Il Volontario svolge l’attività di servizio a titolo totalmente gratuito, partecipa agli eventi e alle attività secondo il programma definito dai referenti istituzionali.
  3. Il Socio che intende svolgere attività di volontariato deve presentare domanda scritta di ammissione all’Associazione “Dare Protezione Roma”. La domanda deve contenere la dichiarazione di disponibilità a svolgere l'attività a titolo completamente gratuito in relazione al settore indicato dal Socio quale sua attività di interesse.
    Settori di attività di volontariato:
    * attività dirette per l’assistenza in Hospice e a domicilio;
    * attività dirette al sostegno di persone in particolari stati di disagio (es. GAMA, Gruppi di Auto Mutuo Aiuto);
    * attività di supporto alla diffusione degli scopi statutari: organizzazione e segreteria, eventi e manifestazioni, iniziative promozionali.
  4. I requisiti per l’ammissione al servizio di Volontariato in Dare Protezione Roma relativamente all'attività di assistenza in hospice e/o a domicilio sono i seguenti:
    * essere socio dell’Associazione;
    * aver compiuto la maggiore età;
    * sottoscrivere per accettazione il presente Regolamento e Codice Deontologico;
    * possedere capacità di relazione e comunicazione;
    * fornire Curriculum attestante la frequenza di Corsi di Formazione per volontari (se posseduti);
    * aver frequentato regolarmente il Corso di Formazione per volontari organizzato da DPR;
    * aver frequentato regolarmente il Tirocinio previsto minimo 3 mesi) , in affiancamento ai Volontari più esperti;
    * offrire una disponibilità continuativa di almeno 2/3 ore settimanali;
    * rispettare i turni assegnati ed essere puntuale negli orari;
    *uniformarsi ai comportamenti definiti dal coordinatore dei Volontari sia al personale sanitario sia ai pazienti/familiari
    *partecipare attivamente ai colloqui con lo Psicologo Supervisore e con il Coordinatore dei Volontari (individuali e/o di gruppo) preliminari all’inserimento nell’attività, la cui finalità è di verificare il possesso di idoneità psicologico-attitudinali e relazionali.
    L’esito positivo dei colloqui è condizione indispensabile per l’inserimento nel gruppo dei Volontari e per lo svolgimento del tirocinio e del servizio attivo.
  5. I Criteri per cui non è consigliabile intraprendere il servizio di Volontariato (criteri stabiliti dalla Federazione Cure Palliative, anno pubblicazione 2007) sono l'essere:
    * Persone in lutto da meno di 8/12 mesi
    * Persone che abbiano o abbiano avuto una situazione di diagnosi patologica recente e similare all’attività
    * Operatori in professioni sanitarie (medici, infermieri, Oss, Ota… e parasanitarie (assistenti sociali, psicologi, counselor…)
    * Motivazione non adeguata: aspettative professionali o vantaggi secondari
    * Presenza di evidenti disturbi e fragilità emotive
    * Mancanza di tempo libero o di affidabilità sia a breve che a lungo tempo (per motivi assicurativi e legali)
    * Persona che non abbia raggiunto la maggiore età
    * Persone che stanno concludendo o hanno concluso da poco tempo un percorso di recupero personale-sociale
    * Avere pendenze penali per reati gravi
  6. Per garantire la qualità del servizio, il Volontario è tenuto a curare la propria formazione, aggiornare le proprie conoscenze e partecipare alle iniziative dell’Associazione.
    Il volontario deve avere delle nozioni generali sulla malattia inguaribile e sulle cure palliative. Lo si deve stimolare a riflessioni sulla propria e altrui morte; su come avvicinare gli assistiti e sulle condizioni dei malati e delle loro famiglie; su come interagire con gli altri membri dell'equipe curante. Deve imparare qual è il suo ruolo e quali sono le regole di comportamento cui deve sottostare. Deve conoscere i mezzi messi a sua disposizione per "crescere e rafforzare le sue motivazioni" ed anche su come poter gestire la sua attività.
    In particolare il Volontario in servizio presso l’Hospice o a domicilio ha l’obbligo di:
    * partecipare agli incontri periodici di gruppo finalizzati alla supervisione e all’aggiornamento della propria attività ed eventualmente, se necessario, anche a quelli con l'equipe sanitaria di riferimento. La partecipazione attiva agli incontri periodici è intesa come momento di formazione continua di supporto dell’operatore volontario, nonché come momento di verifica dell’andamento generale e personale dell’intervento a tutela del malato;
    * conoscere le caratteristiche dell'Associazione di appartenenza, i servizi erogati e le sue modalità organizzative; sapere le ragioni che stanno alla base delle modalità di reclutamento e di selezione messe in atto;
    * conoscere a grandi linee la storia delle malattie infettive, della malattia tumorale, le dimensioni epidemiologiche e le azioni preventive, l'iter diagnostico e terapeutico del malato, inclusa la terapia del dolore e le cure palliative. Possedere analoghe conoscenze sulle altre malattie inguaribili. Conoscere inoltre la mappa delle strutture sanitarie e dei servizi esistenti sul territorio;
    * essere messo in grado di identificare il ruolo dei vari componenti di un' équipe curante e sapere dove e come collocarsi all'interno della stessa; riconoscere i confini del suo intervento e sapere come funziona la struttura della sua specifica area di operatività;
    * conoscere le reazioni psicologiche ed i principali bisogni del malato e della famiglia;
    * conoscere le tecniche di linguaggio verbale e non verbale;
    * conoscere le reazioni che si possono presentare nella famiglia all'avvicinarsi della morte del congiunto e del ruolo che il volonario può svolgere in questa particolare occasione;
    * collaborare in maniera idonea con le varie figure dell'équipe di appartenenza sapendo dove, come e quanto intervenire;
    * applicare le tecniche di comunicazione e di intervento pratico nei riguardi del malato, della famiglia, delle persone con le quali è destinato ad entrare in contatto e valutare l'impatto di questi stessi problemi sul malato e la famiglia;
    * riconoscere le sue personali reazioni di fronte al malato e alla famiglia. Essere consapevole che il suo intervento va sempre rivolto alla individuazione dei bisogni e dei desideri del malato e che l'ascolto empatico ne è la chiave di accesso;
    * prendere coscienza dei suoi limiti e riflettere su come far propria la dinamica multidisciplinare a sostegno del malato, della famiglia e all'interno dell'équipe dell'interazione e dell'integrazione dei ruoli;
    * dimostrare particolare attenzione agli aspetti etici del suo intervento con il malato e la famiglia, con gli operatori e con l'associazione di appartenenza.
  7. Il Volontario in servizio presso l’Hospice o a domicilio ha come figura di riferimento il Coordinatore dei Volontari a cui si deve rivolgere per tutte le problematiche relative al ruolo e alle attività svolte, segnalando bisogni e criticità.
  8. In caso di sospensione temporanea o definitiva del servizio attivo il Volontario deve darne tempestiva segnalazione al Coordinatore, così come deve dare comunicazione della eventuale ripresa dell’attività.
  9. Nel periodo di sospensione temporanea o definitiva dal servizio il Volontario non riceverà i report dei colleghi in servizio attivo. Relativamente alla sospensione definitiva per dimissioni da socio la persona verrà anche rimossa da tutti i gruppi whatsup dell'associazione e non avrà più accesso al materiale eventualmente fornito dall'associazione o prodotto per l'associazione.
  10. Nel corso della sua attività il Volontario può avere accesso a dati sensibili il cui trattamento è regolato dalla D. Lgs. sulla Privacy n° 196/2003 e successive modifiche. Il Volontario deve quindi attenersi al rispetto della normativa vigente. Di qualsiasi atto compiuto in contrasto con quanto sopra espresso, il Volontario si assume personalmente la piena responsabilità civile e penale. Il mancato rispetto da parte del volontario della normativa sopra indicata comporta l’interruzione e/o la sospensione dal servizio.
  11. L’Associazione garantisce l’assicurazione per Responsabilità civile verso terzi per i propri soci. In caso di procurati danni a terzi, il Volontario in servizio presso l’Hospice o a domicilio deve informarne tempestivamente il Coordinatore che ne informerà i referenti istituzionali. L'Associazione deve presentare, entro tre giorni, alla Compagnia Assicuratrice, formale denuncia dell’accaduto.
  12. Ruolo del Coordinatore dei Volontari: il Coordinatore è un Volontario esperto che mantiene il collegamento tra l’équipe curante e i Volontari. Rappresenta inoltre il riferimento dell’Associazione per l’equipe curante dell’Hospice e domiciliare. Il Coordinatore ha il compito di organizzare l’attività del gruppo dei Volontari, di discutere e approfondire i problemi che possono insorger, facendosi garante dell’efficienza del servizio e del benessere dei volontari, collabora con lo Psicologo Supervisore.
  13. Tirocinio. L’Associazione prevede, una volta completato il corso di formazione per Volontari ed effettuati i colloqui preliminari di cui al punto 4, un periodo di Tirocinio di almeno 40 ore, durante il quale il tirocinante è accompagnato da un Volontario tutor incaricato di supportarlo ed introdurlo gradualmente nell’attività in Hospice o a domicilio. Successivamente al Tirocinio il Coordinatore, in un apposito colloquio, valuta insieme allo Psicologo Supervisore, l’idoneità ad iniziare il servizio attivo. L’esito positivo del colloquio è condizione indispensabile all’inserimento nel gruppo dei Volontari per lo svolgimento del servizio attivo.
  14. Supervisione. L’Associazione organizza a cadenza mensile un incontro di supervisione presieduto da uno Psicologo e dal Coordinatore dei Volontari.
    L’incontro si focalizza su quanto segue:
    * confronto reciproco sulle problematiche personali e relazionali degli ospiti;
    * dinamiche relazionali del gruppo dei Volontari;
    * ripercussioni motivazionali dell’esperienza di volontariato;
    * elaborazione e condivisione del proprio lutto, in relazione alla morte del paziente a lui affidato;
    * rilevazione dei bisogni formativi del gruppo dei volontari;
    * valutazione di situazioni eventuali di sovraccarico emotivo;
    * problematiche organizzative relative al ruolo svolto e ai rapporti con il personale della struttura presso cui si opera;
    * come attivare risorse nel e del gruppo per migliorare la qualità del servizio e consolidare l'unsuene dei volontari.
    * opportunità (da concordare con il Coordinatore) che il volontario fornisca il proprio recapito telefonico ai pazienti e/o familiari.
    Oltre agli incontri di supervisione di gruppo, il Volontario può usufruire, su richiesta, di colloqui individuali con lo Psicologo dell’Associazione e/o con il Coordinatore. Il Volontario è tenuto, durante il periodo di Tirocinio e del successivo servizio, a scrivere brevi relazioni (report) sullo svolgimento della propria attività per ogni accesso in Hospice o a domicilio, indirizzate al Coordinatore e al gruppo dei Volontari in servizio attivo. L’obiettivo è sia lo scambio di esperienze sia il fornire informazioni agli altri Volontari del gruppo sulla situazione generale in Hospice o a domicilio e sui singoli casi.
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